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di Emiliano Gokuraku Farinella interviste
Mercoledì 15 marzo 2000

Françoise Duvivier è l'artista che ha realizzato le opere da cui è tratto l'Arcivescovo, il personaggio sintetico che prende vita in AgentZ. Duvivier è un'artista di origine francese dal gusto molto forte e provocatorio. Si sente molto vicina alla cultura popolare, e molto poco legata ai cliché dell'arte "alta". La collaborazione con Equizzi è nata dalla stima per il suo precedente lavoro, "Syrena", ed è iniziata la fruttuosa collaborazione con Equizzi.

Delos: Come è andata la tua collaborazione con Mariano Equizzi? Avevi precedenti esperienze?

Françoise Duvivier:
No, AgentZ è stata la mia prima esperienza cinematografica. Eccetto un'intervista che avevo fatto qualche anno fa con Jörg Buttgereit a proposito di Nekromantic non avevo mai lavorato prima d'ora nel mondo del cinema sebbene fosse un mio desiderio farlo.

Delos: Il tuo lavoro per AgentZ è l'"Arcivescovo". Da dove viene l'idea?

Françoise Duvivier:
L'idea, o il personaggio "Arcivescono" sono di Mariano Equizzi, o forse dovrei dire che l'Arcivescovo è nato dall'unione dei nostro rispettivi lavori: M.Equizzi + F.Duvivier. I miei lavori di colage hanno molto a che fare con la Morte, con la violenza, con corpi putrefatti e cadaveri. Ciò esprime un immaginario disturbato che mette a disagio la gente politically-correct che vorrebbe che la vita fosse falsa quanto una specie di "Truman-show". Vedendo gli obiettivi di Mariano Equizzi attraverso i suoi film e le sue idee, mi sono resa conto che le nostre preoccupazioni portando in vita l'"Arcivescovo" erano similari.

Delos: Quali emozioni e quale messaggio vuoi comunicare con L'"Arcivescovo"? Mentre lavoravi all'"Arcivescovo" come ti sentivi?

Françoise Duvivier:
Oscenità/terrore/violenza/brutalità/menti corrotte e disgustose/schiavitù/violenza/dittatura/violenza... e più e più... Il nome "Arcivescovo" ci ricorda che ci sono sempre state commistioni tra la politica e la religione cristiana e il suo modo di pensare. Ci ricorda anche che l'oscurantismo è parte della nostra vita quotidiana, che ci controlla, comprendendo anche altri atti politici meno visibili e sicuramente più pericolosi. I miei sentimenti mentre stavo lavorando all'"Arcivescovo" erano forti e naturalmente volevo farlo al meglio. La ribellione è una motivazione forte nella mia arte. La mia rivolta contro il nostro modo di vivere mi porta a creare un tale immaginario, e posso dire che lavorare all'"Arcivescovo" è stato in qualche modo come un "esorcismo" per me.

Delos: Ti piace l'animazione dell'"Arcivescovo"?

Françoise Duvivier:
Sì, mi piace, e mi piace anche la voce usata nel doppiaggio. L'"Arcivescovo" sembra una mente meccanica, e sembra che esso stesso sia schiavo di un altro tiranno più in alto di lui. La sua voce è vecchia, distorta, e sembra venire da dietro. Immaginiamo che l'"Arcivescovo" sia esso stesso controllato da una forza sovranaturale Il lavoro originale è stato rispettato da Mariano Equizzi - eccetto che per la bocca e gli occhi che si muovono, il lavoro di collage ha mantenuto tutte le sue caratteristiche originali. E' in qualche modo curioso e spaventoso: ciò che prima sulla carta era privo di movimento, prende improvvisamente vita. Penso che se solo ci permettiamo di essere superstiziosi, o giochiamo ad esserlo, questa creatura artificiale potrebbe apparire più terrificante di un attore vero che reciti il ruolo dell"ìArcivescovo". In qualche modo quel tipo di lavoro può apparire come un'alchimia simile alla mitologia di Frankestein o del Golem L'"Arcivescovo" non è un comune dittatore umano, potrebbe anche essere un zombie controllato. E' qui che il film "AgentZ" supera e va oltre gli ordinari film di fantascienza, il film apre le porte alla nostra paura di fronte a forze sovrannaturali, che ci controllano, come in un reale regime dittatoriale sulla Terra, ma più invisibili e per questo più terrificanti. L'"Arcivescovo" ci rapporta con la paura di un terrore invisibile che domini il mondo.

Delos: Hai lavorato a differenti tipi di bambole orrorifiche. Perché Cosa significano queste bambole?

Françoise Duvivier:
Questo lavoro è la continuazione delle mie esperienze... In qualche luogo queste bambole appartengono alla fanciullezza, oppure a un nostro mondo primitivo e profondo.. Più noi viviamo in un sofisticato ambiente urbano, circondati da fredda tecnologia, più vogliamo scoprire tutto ciò che è tattile e primitivo, che ci ricordi il nostro reale corpo che chiede il suo diritto di esistere, essere vecchio, debole e emotivo, in accordo con le nostre più profonde istanze... nascita/sesso/morte/e sofferenza... ecco perché le mie bambole possono far molta paura a un sacco di persone, perché noi ci stiamo abituando a essere asessuali, (o a far sesso come in uno spot TV), al freddo senza il diritto di soffrire, di sentire e di morire o il diritto di essere degli esseri umani autentici. Uomini e donne stanno diventando una specie di concetto glaciale nel nostro mondo urbano, un oggetto concettuale vicino a queste costruzioni di architettura moderna Provo a riportare alla mente cosa è stato profondamente perduto dentro di noi. Potrebbe essere la nostra fanciullezza o qualche cosa di magico, anche, che venga da un mondo antico dove noi ancora viviamo vicini allo spirito della Natura, capaci di provare sentimenti, di contemplare, di toccare e ammirare questa terra. Come bella e reale era. Io sento forte il bisogno di creare queste bambole e esse sono per me una sorta di spiriti che mi aiutano a lottare contro questo freddo che mi sta calando addosso. Io sono sempre felice quando creo una bambola. Forse mi aiuta a tenere il contatto con qualcosa di reale e vero.

Delos: La gente come reagisce alle tue bambole?

Françoise Duvivier:
Una buona domanda ma la mia risposta potrebbe apparire abbastanza preoccupante e io stessa sono stata sorpresa dalla reazione negativa del pubblico. Queste bambole spaventano la gente, sebbene non fosse tra i miei obiettivi incutere timore e paura nelle persone. Mi rendo conto che queste bambole vengono da un'era nella quale la superstizione dominava il mondo, ma oggi, nella nostra vita contemporanea, è anche peggio... Puoi vedere persone guidare macchine circondate/protette da sofisticata tecnologia/esseri umani che vivono fino a cento anni e più/sempre più impelagati in impegnative terapie contro la Morte/ provando a rimanere sempre più giovani/affascinanti/in salute/e dare alla luce... Tecnologia, è il nostro Eden, il nostro "Paradiso", e quando le macchine diventano "idoli", gli uomini diventano essi stessi delle stupide macchine o marionette, senza un mondo interiore, spaventati da tutto ciò che è differente, dalle emozioni e del mondo dei sentimenti... che sembrano cose stupide nel nostro modo di vivere politically-correct. Così comprendiamo bene come prendere in mano queste bambole dalla spiccata fisicità possa ricordare un mondo antico fatto di sentimenti e emozioni che la gente vuole dimenticare oggi. Disturbano perché queste bambole sono tattili e fisiche, in contrasto con questo mondo meccanico e artificiale dove i "veri" sentimenti sono proibiti.

Delos: Come vedi la morte?

Françoise Duvivier:
E' la migliore medicina quando ne hai abbastanza della vita.

Delos: Cosa è la paura? Cosa ci spaventa?

Françoise Duvivier:
Devi rispondere tu a questa domanda, da solo, guardando alle tue paure. Ognuno ha le sue personali e intime paure + ossessioni + altre ancestrali paure... e per me noi siamo solo "PAURA". In qualche modo questo spiega il significato della nostra violenza e il bisogno di dominare e controllare questa terra. Noi siamo incapaci di essere "felici", noi ci sentiamo dentro questa terribile paura che fa si che possiamo essere capaci di uccidere.

Delos: Il futuro. Come lo immagini?

Françoise Duvivier:
E' solo la mia impressione e potrebbe essere sbagliata. In verità nuovi e spaventosi orizzonti ci appaiono, la nostra società complessivamente sta cambiando e noi possiamo essere spaventati da questo cambiamento... Qualcuno di noi potrà adeguarsi bene a questo futuro, gli altri moriranno... Gli scienziati ti raccontano che l'umanità è la specie più intelligente del pianeta - tutto ciò perché con la sua intelligenza la nostra specie si adatterà a questo nuovo mondo... Queste stupide opinioni mi fanno sorridere con una profonda tristezza. L'umanità ha distrutto il suo pianeta e molte etnie, solo la razza "bianca" è andata sempre più avanti passando tra i cadaveri... Uccidere, controllare altri esseri umani e animali, trattare per ottenere potere e denaro. La nostra crudeltà diviene più sofisticata con la tecnologia. Da lungo tempo il futuro ha smesso di appartenerci. Noi siamo profondamente soli e vulnerabili malgrado tutto questo ambiente che ci circonda fatto di sicurezza artificiale. Per quel che mi riguarda, io preferisco morire prima di conoscere per intero questo "paradiso" nevrotico. E' merda!

Delos: Dove stai andando?

Françoise Duvivier:
Io vivo giorno per giorno. E un giorno, morirò. Ti manderò una cartolina dall'aldilà, così potrai dirmi dove sono.

Delos: E il mondo? Dove sta andando?

Françoise Duvivier:
Verso il PARADISO! HALLELUYA!


Si ringrazia Anna F. Dal Dan per la gentile collaborazione Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto.

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Emiliano Farinella Detto, per la sua innata diplomazia e la sua abitudine di pesare le parole e di non avventurarsi mai in un'opinione in qualche modo sgradita a qualcuno, "Attila".